Feltri, la condanna spietata sul prossimo premier: “Vieni avanti cr… almeno ci fai ridere”, lo fa nero

IL POLITICO DA COMMEDIA DELL’ARTE

L’ evoluzione della specie non è una favola ma una teoria la cui esattezza è provata dai fatti. Un tempo si diceva: vieni avanti cretino. Adesso invece avanza Luigi Di Maio. Il progresso è evidente. Non è più il caso di cercare l’ anello di congiunzione tra la scimmia e l’ uomo. Il problema non sussiste.

Purtroppo, nonostante la spinta di un fenomeno quale Beppe Grillo, il re dei congiuntivi rischia di non passare da candidato premier a premier effettivo per mancanza di voti e questo mi rammarica. Speriamo che da oggi a primavera, grazie alla campagna elettorale, il giovanotto riesca a colmare il gap e a insediarsi a Palazzo Chigi. Noi non lo voteremo per questioni di igiene mentale, però segretamente faremo il tifo per lui augurandogli un improbabile successo pieno. Abbiamo avuto nel dopoguerra una cinquantina di presidenti del Consiglio, pochi buoni, alcuni cattivi, molti pessimi. Per completare la collezione ci manca un personaggio buffo: Di Maio è il ragazzo giusto, direi perfetto, per colmare la grave lacuna.

Un capo del governo così sarebbe un sollazzo per gli italiani. Ve lo immaginate mentre sale sull’ aereo per recarsi a Parigi, mostrando alle telecamere del Tg1 occhiali, maschera e pinne? Il servizievole cronista dell’ ex monopolio incuriosito gli domanda: perché presidente si porta appresso questa attrezzatura per incontrare Macron all’ Eliseo? Risposta: amico mio, la capitale francese si affaccia sul Mediterraneo, esattamente come Mosca, per cui ne approfitterò per farmi un bagno ristoratore.
Capirete, cari lettori, che con Luigino al vertice dell’ esecutivo smetteremo di piangere sul debito pubblico e scoppieremo a ridere sulle amenità involontarie pronunciate dal premier. Un Paese quale il nostro, patria della Commedia dell’ arte, deve essere rappresentato da un comico di livello. Uno migliore di Pulcinella Di Maio non esiste dalle nostre parti. Ecco perché caldeggiamo accoratamente la sua ascesa al vertice. Siamo stanchi di recriminare e arcistufi di criticare Monti, Renzi, Gentiloni e compagnia nauseante: pretendiamo un cabarettista di talento che ci tiri su il morale con lazzi e frizzi. Nei giorni di magra umoristica potremmo chiedere al premier incline alle buffonate di tenere in tv una conferenza dotta sull’ ablativo assoluto e sull’ uso del gerundio, o magari sulla sineddoche e sull’ ossimoro che per lui sono malattie tropicali importate qui dagli immigrati nullafacenti.

Anche se sballate, le opinioni dei pentastellati sono sempre interessanti o, almeno, esilaranti. Di Maio poi è uno specialista di gaffe e garantisce la fornitura quotidiana di gag irresistibili che trasformerebbero la nostra mestizia in gaiezza. Ve lo figurate mentre detta la linea a zigzag del governo sull’ economia? Lui che, quale fonte di reddito, conosce soltanto quella dovuta alla cittadinanza. Non sto più nella pelle dal desiderio di vederlo discutere con Putin o la Merkel o Trump. Sarebbe una esperienza talmente allettante da rendersi imperdibile. Coraggio, amici, votate Luigi contro la noia e pro divertimento. L’ illetterato al potere sarebbe una attrazione senza precedenti.

P. S.: qualora il miglior fico del bigoncio grillino non fosse all’ altezza di raggiungere lo scranno di presidente del Consiglio, potrebbe ripiegare sulla poltrona della pubblica istruzione, attualmente “proprietà” della finta dottoressa Fedeli. Egli sarebbe idoneo ad assicurare continuità con la politica culturale della signora.

di Vittorio Feltri

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